20 Finestre sulla vita di Dante

Questo Blog e l'opera da cui deriva, "20 Finestre sulla vita di Dante" (gratis in eBook e Pdf),
sono tratti dal libro "Dante. Il romanzo della sua vita" di Marco Santagata.

11. La promozione del volgare

Fra il 1302 e il 1304 i Bianchi esiliati, stretta un’alleanza militare con i fuorusciti Ghibellini e con altre forze antifiorentine, combattono per rovesciare il regime dei Neri. Le loro speranze di ritornare in città con le armi si infrangono contro la sconfitta subita il 20 luglio 1304 nella battaglia della Lastra. Dante, saldamente inserito nel gruppo dirigente dei Bianchi in esilio, per un certo periodo ha condiviso questa strategia, ma ancor prima del disastro della Lastra sembra aver nutrito dubbi sulla sua efficacia. È un fatto che egli rompe con i compagni di lotta e li abbandona già nell’estate del 1304. Tutto lascia credere che si sia rifugiato a Bologna. In questa città universitaria può dedicarsi agli studi e alla stesura di due trattati fra loro connessi, il Convivio e il De vulgari eloquentia. In essi egli medita sulle esperienze fatte dopo l’esilio e in particolare sul ruolo della classe nobiliare. Si interroga anche sulla lingua come strumento indispensabile per ricostruire un ceto dirigente unitario nella Penisola.

12. Dante «pentito»

Nella primavera del 1306, a seguito di un rivolgimento politico, Dante è costretto ad abbandonare Bologna. Gli si pone il problema drammatico di dove rifugiarsi. Non sono molti i luoghi che possono garantirgli la sicurezza personale (Dante è uno sbandito che non gode più dei diritti di cittadinanza) e nello stesso tempo le risorse per una decorosa sussistenza.

13. Dante in Lunigiana

Fuggito da Bologna, Dante si trasferì in Lunigiana. Potremmo anche azzardare una data: giugno, dopo la rivolta di maggio contro l’Orsini, un mese nel quale Moroello, impegnato fino ad aprile nell’assedio di Pistoia e non ancora preso dalle operazioni belliche contro il castello di Montaccianico in Mugello, poteva trovarsi nei suoi possedimenti lunigianesi.

14. I primi setti canti dell’Inferno e il «quadernetto» di Boccaccio

Nessun documento attesta quando Dante abbia cominciato a scrivere la Commedia: l’ipotesi più accreditata è che lo abbia fatto nel 1306-7 in Lunigiana. Numerosi indizi, però, lasciano credere che in quel periodo egli non abbia concepito e dato inizio alla scrittura del poema, ma abbia ripreso a lavorare, magari modificandolo profondamente, a un progetto a cui aveva cominciato ad attendere a Firenze prima dell’esilio. L’idea di un poema, che poi sarebbe diventato la Commedia, potrebbe risalire proprio al giubileo del 1300. Uno degli indizi più corposi è offerto da Boccaccio nella sua vita di Dante.

15. La Commedia come «instant-book»

Il poema, impregnato di autobiografismo più di ogni altra opera dantesca, registra fedelmente i mutamenti di schieramento e, soprattutto, il continuo variare delle attese del suo autore. Benché dia la sensazione di essere un organismo strutturato in modo ferreo, e perciò pensato e progettato in un solo momento, in realtà esso si è sviluppato giorno per giorno, con incessanti cambiamenti di rotta.

16. Dante a Milano

Dopo il bando d’esilio, l’evento che più ha inciso sulla vita di Dante è stato la discesa in Italia dell’imperatore Enrico VII. Da convinto guelfo municipale Dante si trasforma in acceso sostenitore della causa imperiale. In sostegno di Enrico e dei diritti dell’impero scrive numerose epistole politiche e, soprattutto, il trattato sulla Monarchia.

17. Dante a Genova

Enrico arriva a Genova verso la fine di ottobre 1311: vi resterà fino al 15 febbraio 1312, giorno in cui la comitiva imperiale si metterà in viaggio alla volta di Pisa.

18. Dante profeta

È impossibile stabilire se Dante si sentisse realmente un profeta; è innegabile, però, che nella Commedia egli si proclama tale più volte. Profeta non perché ha il privilegio di leggere nel futuro e di predire gli eventi, ma perché può riferire ai vivi i vaticini ascoltati nel mondo ultraterreno.

19. La nostalgia del «bello ovile»

Verso la fine del Paradiso Dante esprimerà la speranza, ma è quasi una certezza, che una pubblica incoronazione a Firenze riconoscerà il suo valore di «vate» in volgare.

20. L’ultimo viaggio e il Paradiso ritrovato

Dante trascorre gli ultimi anni della sua vita a Ravenna, dove muore il 13 settembre 1321. Aveva da poco ultimato la Commedia, ma non aveva fatto in tempo a pubblicare l’ultima cantica.